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FINO AL 19 FEBBRAIO
“PELLE DI DONNA. IDENTITA’ E BELLEZZA TRA ARTE E SCIENZA” IN MOSTRA ALLA TRIENNALE
Una mostra che indaga qualitĂ e misteri dell’Â’organo piĂą esteso del corpo umano, con opere di Man Ray, Rotella, Warhol e Duchamp.
La pelle. Sottilissima e resistente barriera tra la vulnerabilitĂ dell’uomo e la forza del mondo esterno… La protagonista assoluta della mostra “Pelle di donna. IdentitĂ e bellezza tra arte e scienza”, a cura di Pietro Bellasi e Martina Mazzotta.
Per la prima volta in Italia una mostra che unisce arte e scienza sul tema della pelle.
Pelle di Donna nasce da un progetto di Fondazione Antonio Mazzotta e Boots Laboratories, marchio-icona del benessere in UK, distribuito in Italia da P&G.
Attraverso una ricca selezione di opere d’arte, documenti, oggetti antichi, il visitatore compie un percorso affascinante di esplorazione che lo conduce a un laboratorio scientifico.
Ampio spazio è dato agli artisti moderni e contemporanei che utilizzano i linguaggi più diversi, dalla pittura alla scultura, dal concettuale alle nuove tecnologie, fino al cinema sperimentale, anche con interventi site specific. Tra gli artisti in mostra: Giacomo Balla, Franz von Bayros, Vanessa Beecroft, Adriana Bisi Fabbri, Andrea Chisesi, Giuliana Cuneaz, Gillo Dorfles, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Grazia Gabbini, Robert Gligorov, Abel Herrero, Roy Lichtenstein, Luigi Maio, Lazhar Mansouri, Piero Manzoni, Alberto Martini, Bruno Munari, Giuseppe Penone, Marinella Pirelli, Pietro Pirelli, Karl Prantl, Man Ray, Odilon Redon, Auguste Rodin, Omar Ronda, Mimmo Rotella, Maia Sambonet, Alberto Savinio, Andreas Serrano, Toulouse-Lautrec, Andy Warhol, Tom Wesselmann, Vanessa Beecroft.
Ad accesso gratuito, sono godibili piccoli capolavori che hanno fatto la storia dell’arte.
C’è la mitica fotografia di Giuseppe Bellone che immortala Piero Manzoni, nel suo studio di via Fiori Chiari a Milano, mentre ‘plasma’ la sua statua vivente, apponendo una firma sulla pelle di una modella. Ci sono le sue Impronte d’artista, nel mondo dell’arte contemporanea, dove tutto è falsificabile, il sigillo piĂą immediatamente riconoscibile e identificante.
C’è la donna-violoncello di Man Ray, Alice Prin, nota come Kiki, che con due segni ad effe è trasformata da bagnante di Jean Auguste Dominique Ingres in strumento da suonare.
Di Man Ray sono esposte anche Fifty Faces of Juliet in 8 fotografie, La robe noir dove la seconda pelle raggrinzita è plastica avvolgente, Noir et blanche, che oppone e confronta il volto di porcellana di donna a una maschera africana, passione degli artisti del Novecento.
Di Marcel Duchamp sorride la Gioconda rasata, non altro che una riproduzione di L.H.O.O.Q., (Elle a chaud au cul) in cui la pelle si accalda, e quindi della Monna Lisa di Leonardo. L’arte contemporanea e la fotografia d’altronde si basano sul concetto di ripetizione e serialitĂ .
In mostra compaiono anche una litografia con Mademoiselle Marcelle Lender en buste di Henri de Toulouse – Lautrec, un olio di Alberto Savinio con l’androgina e contemporanea Penelope, la pelle di cera fusa di Anna Morandi, i dĂ©collage di Mimmo Rotella, i collage di Grazia Gabbini, le miniature di Ettore Sobrero, sculture braille, ad uso di non vedenti, installazioni, il tamburo-fontana di carta e caucciĂą di Maia Sambonet.
La mostra è strutturata in un percorso di sei sezioni che affrontano in termini transdisciplinari il tema della pelle, della bellezza e dell’identità femminile ed è accompagnata dalla presenza costante di interventi di arte contemporanea. Introduce il tutto un gioco di corrispondenze tra macro e microcosmo, tra immagini della superficie di astri e pianeti e immagini dell’epidermide vista al microscopio.
Inoltre, nei 4 fine settimana di apertura della mostra, Boots Laboratories invita un gruppo di cosmetologi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ad approfondire insieme al pubblico varie tematiche riguardanti l’epidermide.





QUALCUNO SĂ DIRMI SE BISOGNA STAMPARE QUALCHE SORTA DI BIGLIETTO O INVITO , O SE SEMPLICEM